{"id":230,"date":"2017-08-06T22:25:37","date_gmt":"2017-08-06T20:25:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paraba.it\/blueyes\/?page_id=230"},"modified":"2017-08-06T22:26:09","modified_gmt":"2017-08-06T20:26:09","slug":"per-questo-mi-chiamo-giovanni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.paraba.it\/blueyes\/per-questo-mi-chiamo-giovanni\/","title":{"rendered":"PER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNI"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-211 size-full\" src=\"http:\/\/www.paraba.it\/blueyes\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Per-questo-mi-chiamo-Giovanni.jpg\" alt=\"\" width=\"322\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.paraba.it\/blueyes\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Per-questo-mi-chiamo-Giovanni.jpg 322w, https:\/\/www.paraba.it\/blueyes\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Per-questo-mi-chiamo-Giovanni-215x300.jpg 215w\" sizes=\"auto, (max-width: 322px) 100vw, 322px\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<h1 style=\"text-align: center;\">ITALIANO<\/h1>\n<hr \/>\n<h1><a name=\"_Toc322180173\"><\/a>1\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 INTRODUZIONE<\/h1>\n<p>Sempre seguendo il filo conduttore delle mie tesine, analizzer\u00f2 un libro che parla di un grande uomo che ha combattuto e perso la vita nella lotta contro la Mafia. Il libro \u00e8 \u201cPer questo mi chiamo Giovanni\u201d e l\u2019uomo che si ricorda \u00e8 Giovanni Falcone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><a name=\"_Toc322180174\"><\/a>2\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 GIOVANNI FALCONE<\/h1>\n<p>Giovanni Falcone ha rappresentato un pilastro nella lotta alla mafia e nella fedelt\u00e0 alle istituzioni dello stato italiano.<\/p>\n<p>Giovanni Falcone nasce a Palermo il 18 maggio 1939, da Arturo, direttore del Laboratorio chimico provinciale, e da Luisa Bentivegna. Dopo aver frequentato il Liceo classico &#8220;Umberto&#8221; si iscrive all&#8217;Accademia navale di Livorno. L\u2019esperienza militare non durer\u00e0 molto e in seguito torna a Palermo e si iscrive alla Facolt\u00e0 di Giurisprudenza. Consegue la laurea nel 1961.<\/p>\n<p>Dopo un concorso in magistratura, nel 1964 diviene pretore a Lentini, ma si trasferisce subito dopo, come sostituto procuratore, a Trapani, dove vive e opera per circa dodici anni.<\/p>\n<p>Nel 1979, Falcone comincia a lavorare a Palermo presso l&#8217;Ufficio istruzione. Il consigliere Rocco Chinnici gli affida nel maggio 1980 le indagini contro Rosario Spatola, un processo che interessava anche la criminalit\u00e0 statunitense. In questa prima esperienza Giovanni Falcone comprese che per perseguire i reati mafiosi \u00e8 necessario indagare sui patrimoni e sulle banche, anche oltre oceano.<\/p>\n<p>Il 29 luglio 1983 il consigliere Chinnici, a capo del team di magistrati di cui fanno parte Falcone, Barrile e Paolo Borsellino, viene ucciso con la sua scorta; lo sostituisce Antonino Caponnetto, il quale riprende l&#8217;intento di assicurare agli inquirenti le condizioni pi\u00f9 favorevoli nelle indagini sui delitti di mafia.<\/p>\n<p>Si costituisce quello che sar\u00e0 chiamato &#8220;<strong>Pool antimafia<\/strong>&#8220;, sul modello delle \u00e8quipes attive negli anni \u201870 di fronte al fenomeno del terrorismo politico. Oltre lo stesso Falcone del gruppo facevano parte i giudici Di Lello, Guarnotta \u00a0e Paolo Borsellino. Sono anni difficili, insanguinati dagli omicidi della cosca dei Corleonesi, famiglia criminale mafiosa.<\/p>\n<p>il 16 novembre 1987 diventa una data storica perch\u00e9 per la prima volta la mafia \u00e8 posta a giudizio con un processo di dimensioni e caratteristiche straordinarie. Il Maxiprocesso sentenzia 360 condanne per complessivi 2665 anni di carcere e undici miliardi e mezzo di lire di multe da pagare, segnando un grande successo per il lavoro del Pool antimafia.<\/p>\n<p>Nel giugno 1989, Falcone divenne obiettivo di un attentato presso la villa al mare affittata per le vacanze (<strong>attentato dell&#8217;Addaura<\/strong>). I sicari di Tot\u00f2 Riina (noto capo mafioso) piazzarono un borsone con cinquantotto candelotti di tritolo in mezzo agli scogli, a pochi metri dalla villa affittata dal giudice, ma i killer non riuscirono a far esplodere l&#8217;ordigno a causa di un detonatore difettoso, dandosi quindi alla fuga e abbandonando il borsone.<\/p>\n<p>Giovanni Falcone viene assassinato, tre anni dopo, il <strong>23 maggio 1992<\/strong>, in un secondo attentato, conosciuto come la S<strong>trage di Capaci<\/strong>. Al magistrato, in Sicilia e nel resto d&#8217;Italia sono state dedicate molte scuole e strade, nonch\u00e9 una piazza nel centro di Palermo. A Falcone e al suo collega Borsellino (ucciso due mesi \u00a0dopo in un altro attentato) il comune di Castellammare di Stabia ha dedicato l&#8217;aula del consiglio comunale. Inoltre ai due colleghi magistrati \u00e8 stato dedicato anche l&#8217;Aeroporto di Palermo-Punta Raisi.<\/p>\n<h2><a name=\"_Toc322180175\"><\/a>2.1\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La strage di capaci<\/h2>\n<p>Falcone stava tornando, come era solito fare nei fine settimana da Roma. All\u2019aeroporto\u00a0 di Punta Raisi lo attendono tre Fiat Croma blindate con un gruppo di agenti di scorta.<\/p>\n<p>Falcone guida una Croma bianca, accanto prende posto la moglie <strong>Francesca Morvillo<\/strong>, mentre l\u2019agente di scorta occupa il sedile posteriore. Il gruppo delle tre Fiat Croma si muove, con la macchina di Falcone al centro del gruppo. Alcuni complici avvisano della partenza i sicari che hanno sistemato l&#8217;esplosivo per la strage in un condotto sotto l\u2019autostrada, dove dovr\u00e0 passare Falcone.<\/p>\n<p>I particolari sull&#8217;arrivo del giudice a Palermo dovevano essere segreti e ancora oggi non si conosce chi comunic\u00f2 alla mafia la partenza di Falcone da Roma e l&#8217;arrivo a Palermo.<\/p>\n<p>Le tre auto lasciano l&#8217;aeroporto imboccando l&#8217;autostrada in direzione Palermo. La situazione appare tranquilla, tanto che non vengono neppure attivate le sirene.<\/p>\n<p>Otto minuti dopo, alle ore 17:58, presso il Km.5 della A29, una carica di cinque quintali di tritolo posizionata in una galleria sotto la sede stradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine, viene azionata per telecomando da Giovanni Brusca, il sicario incaricato da Tot\u00f2 Riina. L&#8217;esplosione investe in pieno la prima auto del gruppo, scaraventandone i resti oltre la carreggiata opposta di marcia; i tre agenti di scorta muoiono sul colpo.<\/p>\n<p>La seconda auto, guidata dal giudice, si schianta invece contro il muro di cemento e detriti improvvisamente innalzatosi per via dello scoppio. Falcone e la moglie, che non indossano le cinture di sicurezza, vengono proiettati violentemente contro il parabrezza. Falcone muore dopo il trasporto in ospedale a causa di varie emorragie interne.<\/p>\n<p>Rimangono feriti gli agenti della terza auto e si salvano miracolosamente anche un&#8217;altra ventina di persone che al momento dell&#8217;attentato si trovano a transitare con le proprie autovetture sul luogo della strage.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><a name=\"_Toc322180176\"><\/a>3\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 IL LIBRO<\/h1>\n<p>\u201cPer questo mi chiamo Giovanni\u201d \u00e8 un romanzo di 156 pagine, scritto da Luigi Garlando ed edito da Rizzoli. La prefazione del libro \u00e8 stata scritta da Maria Falcone, che insieme alla sorella Anna \u00e8 una delle protagoniste minori del racconto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><a name=\"_Toc322180177\"><\/a>4\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019AUTORE<\/h1>\n<p>Luigi Garlando \u00e8 nato a Milano il 5 maggio del 1962, \u00e8 un giornalista e scrittore laureato in lettere moderne. Inizia a lavorare\u00a0 a Milano, muovendo i primi passi nel mondo dei fumetti. In seguito entra alla Gazzetta dello Sport, dove eredita la rubrica del giornalista sportivo Candido Cannav\u00f2 e dove scrive tuttora.<\/p>\n<p>Garlando ha partecipato some inviato del suo giornale, a due campionati del mondo: Germania 2006 e Corea e Giappone 2002, due giochi olimpici e un Tour de France. \u00c8 stato premiato dal CONI per la sezione inchieste e per il racconto sportivo. Scrive libri per ragazzi, trattando temi d&#8217;attualit\u00e0 e sportivi. Inoltre \u00e8 un appassionato collezionista di copie in tutte le lingue della &#8220;Divina Commedia&#8221; di Dante. Nel 2005 vince il Premio Cento per \u201cMio pap\u00e0 scrive la guerra\u201d e nel 2008 riceve il Premio Bancarella Sport per \u201cOra sei una stella\u201d, Il romanzo dell&#8217;Inter.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><a name=\"_Toc322180178\"><\/a>5\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 LA TRAMA<\/h1>\n<p>Giovanni \u00e8 un ragazzo che sta per compiere 10 anni e per il giorno del suo compleanno il padre Luigi gli regala una giornata di vacanza perch\u00e9 vuole spiegargli perch\u00e9 gli \u00e8 stato dato proprio questo nome.<\/p>\n<p>La storia incomincia raccontando un fatto che succede a scuola, di cui Giovanni \u00e8 testimone. Un compagno, Simone, cade dalle scale spinto da Tonio e si frattura un braccio. Il responsabile \u00e8 noto, ma Giovanni e gli altri compagni hanno paura di denunciare Tonio, un bambino pi\u00f9 grande e violento. Un bullo come ce ne sono tanti, che si fa forte della paura che riesce a incutere nei suoi compagni.<\/p>\n<p>La mattina successiva Giovanni si alza presto, fa colazione e subito dopo parte con il padre Luigi per andare alla spiaggia di Mondello, localit\u00e0 turistica di Palermo. Durante il tragitto il padre si sofferma in alcuni punti della citt\u00e0 e fa strani discorsi che Giovanni non capisce come: \u201cqui \u00e8 nato un mio amico che faceva il magistrato\u201d o \u201cquesta \u00e8 la casa dove viveva\u201d o \u201cil suo impegno per la giustizia era pi\u00f9 forte di qualunque altra cosa\u201d.<\/p>\n<p>Arrivati alla spiaggia fanno subito un bagno e dopo essersi stancati per aver giocato nell\u2019acqua, il padre gli svela perch\u00e9 gli \u00e8 stato dato il nome di Giovanni. Il suo nome deriva da quello di un Giudice che ha combattuto la Mafia: <strong>Giovanni Falcone<\/strong>.<\/p>\n<p>Giovanni Falcone era un magistrato che combattendo la Mafia con tutte le sue forze era riuscito a dimostrare che questo fenomeno criminale esiste realmente e che non \u00e8 frutto di leggende popolari, come gli stessi mafiosi avrebbero voluto far credere.<\/p>\n<p>Giovanni si appassiona molto alla storia raccontata dal pap\u00e0 e lo invita a raccontargli altri fatti e vicende della vita di Falcone. Il pap\u00e0 gli spiega allora i metodi che usa la Mafia per arruolare i suoi scagnozzi, gli parla del giuramento che fanno gli uomini d\u2019onore e di come si pu\u00f2 paragonare la Mafia ad un carciofo dove le foglie esterne sono le persone che contano poco e al centro si trova il cuore, il capobanda. Il padre ogni tanto fa riferimenti anche al compagno di scuola Tonio e a quello che era successo.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio si trasferiscono lungo l\u2019autostrada nei pressi di Capaci. Qui Luigi racconta a Giovanni la tragica fine che la Mafia riserv\u00f2 a Giovanni Falcone, a sua moglie e agli uomini della sua scorta. 500 chili di tritolo, un potentissimo esplosivo, nascosti in un tunnel sotto l\u2019autostrada, pronti a scoppiare tramite un comando a distanza che fu attivato da un uomo che si trovava su una vicina collina.<\/p>\n<p>Il padre racconta a Giovanni anche un altra storia che aveva vissuto personalmente, quando era titolare di 4 negozi di giocattoli in Palermo. La Mafia per garantirgli la \u201cprotezione\u201d chiedeva il pizzo (soldi). La reazione del padre fu quella di rivolgersi alla giustizia denunciando il fatto e facendo arrestare i due mafiosi. E la Mafia gli bruci\u00f2 il negozio pi\u00f9 grande che aveva per ritorsione. Ad assistere alla scena era presente la moglie di Luigi che aspettava Giovanni. Per lo spavento le vennero le doglie e Giovanni nacque in modo imprevisto. Per queste vicende ed in onore di Giovanni Falcone, a Giovanni fu attribuito proprio il suo nome.<\/p>\n<p>Il libro termina con la visita di Giovanni alla sorella di Falcone (Maria). Il bambino comprende quale sia la cosa giusta da fare. Supera le sue paure e denuncia Tonio per il fatto avvenuto a scuola, diventando cos\u00ec amico di Simone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><a name=\"_Toc322180179\"><\/a>6\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 IL COMMENTO<\/h1>\n<p>\u201cPer questo mi chiamo Giovanni\u201d \u00e8 un libro scritto per i ragazzi, ma che fa riflettere anche i grandi. La storia, semplice e chiara, parla della mafia, delle sue vittime, di quelli che con il silenzio e la paura ne diventano complici e di chi la combatte.<\/p>\n<p>Si tratta di un libro che parla di un\u2019occasione di crescita per un ragazzo di quinta elementare. Si parla di un padre che educa il figlio, sino a portarlo a comprendere la realt\u00e0 in cui vive, con i suo demoni e i suoi eroi. Giovanni acquisisce cos\u00ec la consapevolezza che atteggiamenti in stile mafioso, sono molto pi\u00f9 diffusi e presenti di quanto normalmente si possa credere. Cos\u00ec la mafia, la violenza, il disprezzo per i pi\u00f9 deboli, esistono anche a scuola. Il parallelo col ragazzino prepotente che tormenta gli altri, col silenzio complice dei compagni \u00e8 facile ed immediato. La scelta finale di Giovanni \u00e8 come una dichiarazione di guerra: la mafia \u00e8 una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi, anche se questo pu\u00f2 significare subirne le conseguenze.<\/p>\n<p>Come disse Giovanni Falcone:<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>\u201cGli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini\u201d<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ITALIANO 1\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 INTRODUZIONE Sempre seguendo il filo conduttore delle mie tesine, analizzer\u00f2 un libro che parla di un grande uomo &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-230","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paraba.it\/blueyes\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/230","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paraba.it\/blueyes\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paraba.it\/blueyes\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paraba.it\/blueyes\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paraba.it\/blueyes\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=230"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.paraba.it\/blueyes\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/230\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":233,"href":"https:\/\/www.paraba.it\/blueyes\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/230\/revisions\/233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paraba.it\/blueyes\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}