EDUCAZIONE FISICA


 1         INTRODUZIONE

Dal momento che l’argomento da me prescelto si propone d’esaminare temi collegati all’illegalità, ritengo che l’uso del doping, in quanto forma d’illecito sportivo teso a conseguire risultati immeritati, rientri a pieno titolo nei comportamenti fuori dalla legge e quindi possa essere considerato l’espressione di volontà a delinquere.

Nella seconda parte di questa trattazione parlerò nello specifico del Pattinaggio artistico a Rotelle e dell’uso del doping in questo Sport.

 

2         DOPING

Molti atleti, per migliorare le proprie prestazioni fisiche, fanno uso di sostanze illegali.

Il termine inglese “to dope” significa letteralmente “drogare” ma anche “truffare, ingannare”.

La radice di questa parola non è inglese, ma proviene del dialetto della tribù africana dei Kafir, che usavano un liquore stimolante, detto “dop”, durante i riti religiosi.

Già nell’antica Grecia cercavano di migliorarsi con l’uso di stimolanti, così come i popoli dell’America precolombiana usavano caffeina, cocaina e stricnina per affrontare lunghe marce. In Europa l’uso di stimolanti a base di caffeina iniziò alla fine del ‘500, anche se la prima notizia dell’uso di stimolanti in gare sportive è del 1879. Nel 1886 un ciclista inglese, Luiton, morì durante la Parigi-Bordeaux per eccesso di stimolanti.

Le sostanze cosiddette dopanti, si dividono in due categorie: doping farmacologico e doping non farmacologico.

Del primo gruppo  fanno parte le seguenti sostanze:

  • STIMOLANTI IL SISTEMA NERVOSO CENTRALE (aumentano l’aggressività e si sente meno la fatica)
  • NARCOTICI (oppiacei : morfina e simili. Sono usati per non sentire dolore)
  • TESTOSTERONE ED ANABOLIZZANTI (aumentano la massa muscolare in modo abnorme)
  • DIURETICI E MASCHERANTI (usati per ridurre il peso e rientrare in categorie inferiori o per diluire le urine e mascherare la presenza di altre sostanze proibite)
  • CORTICOSTEROIDI (potente anti infiammatorio, riduce il dolore ed è uno stimolante psichico, combatte la fatica)
  • BETA-BLOCCANTI (per ridurre la frequenza cardiaca e lo stress emotivo)
  • ERITROPOIETINA (stimola la produzione di globuli rossi)
  • ORMONE DELLA CRESCITA (consente di ottenere gli stessi effetti degli anabolizzanti e non c’è possibilità che venga scoperto)

Del secondo gruppo  si ricorda uno dei trattamenti più usati che è la cosiddetta Autoemotrasfusione, ovvero il prelievo di una certa quantità di sangue dell’atleta in periodo non competitivo, al fine di ritrasfondere lo stesso sangue nell’atleta nell’imminenza della gara. Ciò viene fatto nel tentativo di aumentare le capacità di trasporto di ossigeno del sangue in atleti impegnati in sport di lunga durata. Il vantaggio non è dimostrato, mentre il rischio di contrarre infezioni e di creare scompensi circolari è elevato.

 

3         PATTINAGGIO ARTISTICO A ROTELLE

Come è noto lo sport che più amo e pratico è il pattinaggio artistico su rotelle.  In questa disciplina, probabilmente a causa della modesta diffusione e della mancanza della necessità di ottenere prestazioni in resistenza o velocità, il fenomeno del doping non è diffuso o comunque non si hanno notizie in tal senso.

Tuttavia, in una disciplina similare, quella del pattinaggio in velocità sul ghiaccio, si sono verificati episodi di doping. L’effetto ricercato è proprio la velocità e la maggior resistenza per affrontare meglio gli allenamenti e le gare.

L’atleta olimpica tedesca Claudia Pechstein, nell’estate del 2009, per aver praticato doping ematico ha subito due anni di squalifica e la conseguente banditura dai Giochi Olimpici di Vancouver. La Pechstein obiettò che i valori ematici rilevati non fossero dovuti a doping, ma ad un fattore congenito.

Anche Il francese Thibaut Fauconnet, atleta di short-track speed skater, che ha vinto la Coppa del Mondo dei 1000 metri nella stagione 2010-2011, è stato squalificato per 18 mesi dopo essere risultato positivo per uno stimolante proibito.

Nel giugno del 2011, tra i tanti atleti individuati dall’inchiesta “Anabolandia”, spiccò il campione italiano di pattinaggio a rotelle in velocità, Mauro Guenci. Nove volte recordman mondiale, ha utilizzato un ormone della crescita.

Con l’occasione di questa trattazione, desidero parlare anche della disciplina del Pattinaggio artistico a rotelle.

3.1       Storia

Nel 1863 James Leonard Plimpton creò a New York il pattino con le quattro ruote disposte a coppie: Quad. Il pattino si appoggiava su un sistema a perno che usava un cuscinetto di gomma, il quale consentiva al pattinatore di curvare semplicemente piegandosi di lato. Il successo fu enorme e portò all’apertura della prima pista da pattinaggio nel 1866 a Newport, Rhode Island con l’aiuto di Plimpton. Il progetto del pattino Quad consentì curve più facili e maggior manovrabilità, imponendolo come dominatore del mercato per più di un secolo.

Nel pattinaggio artistico a rotelle si usano pattini Quad a quattro ruote disposte a coppie derivati dall’invenzione di Plimpton del 1863.

3.2       Tecnica del pattinaggio artistico

Il pattinaggio artistico a rotelle è uno sport individuale, di coppia o di gruppo molto simile a quello sul ghiaccio ma meno popolare. E già dalla prima edizione di Santa Clara del 1981 fa parte del programma dei Giochi mondiali. Purtroppo al momento questa disciplina non è ancora stata ammessa ai giochi olimpici.

L’attrezzo base del pattinaggio artistico è il pattino tradizionale a quattro ruote (Quad). I pattini da obbligatori sono sprovvisti di freni.

Differenza fra le ruote esterne e quelle interne.

3.2.1       Le basi

quando una persona si avvicina allo sport del pattinaggio artistico a rotelle, è necessario che apprenda i rudimenti per poter eseguire in seguito gli esercizi più complessi. Questi rudimenti sono le basi che danno stabilità e padronanza del pattino, comprensione della differenza tra un filo interno ed un filo esterno (limoni, passo incrociato) ed esercizi che aiutano nell’equilibrio e nella stabilità (seggiolino, angelo, bilanciato, anfora).

3.2.2       I salti

Il meccanismo di un salto si può dividere in sei fasi:

  1. Preparazione: la serie di movimenti utili a posizionarsi per saltare (tre, controtre, inversione…)
  2. Caricamento: la serie di movimenti utili a prendere potenza per sollevarsi più in alto possibile eseguire il numero di giri richiesti (puntata, piegamento dell’arto che stacca per caricare il salto…)
  3. Stacco: l’istante nel quale il pattino stacca da terra
  4. Volo: la fase aerea è la fase nel quale l’atleta assume la vite (un giro, due giri… in aria)
  5. Atterraggio: il momento in cui l’atleta torna a terra (per gli atleti destri solitamente è la gamba destra fatta eccezione per il Thoren)
  6. Uscita: la serie di movimenti che concludono il salto

Nel pattinaggio artistico a rotelle esistono molti salti di diversa complessità.

Semplice

detto anche “Salto del tre” o “Waltz Jump” in inglese. Il Semplice è un salto che parte dal filo sinistro esterno avanti e non è altro che la base per l’Axel. È il primo salto che tutti i pattinatori imparano. Questo salto in gara non ha nessun valore per quanto riguarda il punteggio.

Toe-loop

Il Toe-loop è uno dei tre salti puntati, il più semplice di tutti. Parte dal filo destro esterno indietro e si punta con il piede sinistro. Viene spesso usato nelle combinazioni di salti (salti eseguiti immediatamente uno dopo l’altro senza l’appoggio dell’altro piede). in gara vale 0.4 (singolo), 1.3 (doppio), 4.0 (triplo), 9.8 (quadruplo).

Salchow

Il Salchow è il secondo salto per difficoltà ed è un salto che parte dalla lama. Esso, infatti, non necessita della puntata. Parte dal filo sinistro interno indietro.

Rittberger (Loop)

Il Rittberger (o Loop) è il terzo salto nella gerarchia di difficoltà dei salti. Parte dal filo destro esterno indietro. Anche questo salto è spesso usato come secondo salto nelle combinazioni. Se atterra con il piede sinistro e filo piatto è detto touring.

Flip

Il Flip è un salto puntato, parte dal filo sinistro interno indietro e punta con il piede destro.

Lutz

Il Lutz è un salto che agli spettatori non molto esperti di pattinaggio può sembrare identico al flip, ma non lo è. È molto più difficile da eseguire, perché parte dal filo sinistro esterno indietro. I pattinatori prendono una rincorsa lunga prima di eseguire questo salto; la rincorsa avviene sulla diagonale della pista.

Axel

L’Axel è il salto più difficile in assoluto, perché contiene un mezzo giro in più rispetto ad altri salti. A questa difficoltà si aggiunge quella psicologica: l’axel parte dal filo sinistro esterno avanti ed il pattinatore trova un blocco psicologico perché ha una sensazione di “buttarsi nel vuoto”. L’Axel è un salto non puntato ed è stato inventato da un pattinatore di velocità di nome Axel Poulsen.

Esistono salti che non permettono di fare più rotazioni e per questo in gara si vedono raramente, in quanto valgono poco ai fini del punteggio. Sono tuttavia utili per l’apprendimento o hanno un’importante funzione ausiliaria.

Il thoren

o Euler è un salto da un giro che parte dal filo destro esterno indietro e atterra sul filo sinistro interno indietro. Viene usato nelle sequenze di salti per passare dal piede destro al piede sinistro, il che permette di aggiungere alla sequenza un flip o un salchow.

Il Walley

parte dal filo destro interno indietro e atterra sul destro esterno indietro. Spesso viene eseguito dopo una serie di cambi di filo. La partenza difficile non consente rotazioni multiple. Tuttavia è un salto molto coreografico che viene usato nelle esibizioni.

Esistono infine delle combinazioni o delle catene di salti; la differenza sta che nelle catene (minimo 3, massimo 5 salti) fra un salto ed un altro non c’è nessun elemento tecnico ma solo il bloccaggio delle gambe e delle braccia in tenuta d’arrivo; nelle combinazioni invece fra un salto ed un altro ci può essere un elemento tecnico (tre, contro tre, mohawk o coktaw).

Una catena può essere:

Lutz – Thoren – Salchow oppure  Ritt – Ritt – Ritt

Una combinazione invece:

Axel – Axel – Axel

Esiste una commissione addetta alla valutazione di nuovi salti di invenzione di atleti o allenatori anche se è un’eventualità che non si propone quasi mai. Al contrario invece, esistono una serie di salti che sono stati abbandonati.

3.2.3       Le trottole

Le trottole sono delle difficoltà basate su un numero di giri che l’atleta deve eseguire in una particolare posizione, su due o un piede, fissando il peso su diverse ruote del pattino. Si dividono in trottole verticali, abbassate e ad angelo.

Le trottole principali sono: interna indietro, esterna indietro ed esterna avanti. Su queste tre trottole si basa il lavoro dell’atleta per avere delle esecuzioni sempre più difficili, a cominciare da quelle verticali, proseguendo per le abbassate fino ad arrivare alle trottole angelo di alto livello:

  • angelo avanti sinistra – cambio filo in interno sinistro – abbassata interna indietro – cambio piede
  • angelo indietro destra – rovesciata – verticalizzazione ed uscita – interna indietro cambio piede esterna indietro – esterna avanti cambio filo interna indietro.

3.2.4       Le specialità

La Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio disciplina le seguenti cinque specialità del pattinaggio artistico a rotelle:

  • Libero o singolo (anche combinato con obbligatori)
  • Coppie artistico
  • Coppie danza
  • Pattinaggio spettacolo
  • Pattinaggio sincronizzato

Recentemente si sono aggiunte:

  • Pattinaggio artistico in-line (I edizione Campionati mondiali nel 2002 a Wuppertal in Germania)
  • Solo dance (I edizione dei mondiali nel 2007 a Gold Coast in Australia)

3.2.4.1       Libero

Nel libero, detto anche singolo, si pattina da soli su una musica (disco) eseguendo una serie di passi, dei salti e delle trottole. Questi esercizi sono diversi a seconda della categoria alla quale appartiene l’atleta. Le categorie sono divise a seconda dell’età. Questa è la specialità più simile al pattinaggio artistico su ghiaccio.

Ai campionati Mondiali di Pattinaggio Artistico a rotelle di Brasilia del novembre del 2011, Dario Betti si è affermato  Campione del Mondo nella specialità del Libero nella massima categoria.

Luca D’Alisera  è un pattinatore artistico a rotelle italiano, primo atleta nel pattinaggio artistico a rotelle ad aver eseguito perfettamente in gara un triplo axel completo nel numero delle rotazioni richieste.

Tanja Romano è una pattinatrice artistica a rotelle italiana, pluricampionessa del pattinaggio di figura. Dal 2002 ha detenuto il titolo di campionessa mondiale con 15 medaglie d’oro. Si è ritirata dall’attività agonistica nei primi mesi del 2011.

3.2.4.1.1      Obbligatori

Gli obbligatori sono una disciplina opzionale che si esegue su pattini a rotelle a quattro ruote senza freni. Con il libero formano la Combinata. L’obbligatorio consiste nel tenere una posizione eretta con il busto e le braccia tese, mentre stando su un piede ci si da una spinta e si regola il peso affinché il pattino scorra su un tracciato circolare formato da due cerchi tangenti.

3.2.4.1.1.1       Cerchi

L’atleta deve eseguire un percorso circolare seguendo una traccia sul pavimento, spostando gambe e braccia al momento giusto e dandosi la spinta con le riprese, ovvero quando si sta per iniziare un altro giro e bisogna spingersi con le ruote per non fermarsi. Le tracce sono formate da 3 cerchi di 5 metri di diametro tangenti tra loro.

3.2.4.1.1.2       Boccole

La boccola è un aumento intenso di pressione su un determinato filo che fa eseguire al pattino una rotazione che disegna una sorta di “ricciolo” in terra, quel ricciolo è disegnato in terra ed il compito dell’atleta è seguire la traccia facendo in modo che la linea rimanga sempre nel mezzo alle ruote interne e alle ruote esterne senza mai uscire.

3.2.4.2       Coppia artistico

Nella coppia artistico si pattina in due, maschio e femmina, su una musica eseguendo dei passi e delle difficoltà tecniche tra cui prese, salti, salti lanciati, spirali, trottole e trottole d’insieme.

3.2.4.3       Coppia danza

La coppia danza riprende i tipici balli da sala, la difficoltà sta nell’eseguire passi di piede complessi. La gara consiste in tre manches in cui la coppia presenta tre coreografie e programmi diversi:

  1. danza obbligatoria: le coppie si confrontano su danze universali come valzer, chacha, ecc.
  2. danza originale: stabilito il tema la coppia sceglie la musica e realizza la coreografia
  3. danza libera: tema musica e coreografia sono libere

3.2.4.4       Pattinaggio spettacolo

Il Pattinaggio Spettacolo consiste in un insieme di pattinatori (fino a 30) che eseguono in coordinazione passi, figure e difficoltà in armonia con il tema musicale prescelto, con lo scopo di fare spettacolo e dare massima interpretazione ed espressione alla coreografia presentata. Si divide in 4 categorie: Quartetti; Piccoli Gruppi; Grandi Gruppi; Quartetti Cadetti e Gruppi Jeunesse. In questa specialità è necessaria la scelta di un tema con musiche e costumi attinenti.

3.2.4.5       Solo dance

Riprende i fondamenti della coppia danza ma si pattina singolarmente.